La prima volta che ho incontrato il tuo sguardo eravamo a Scuola di Teatro Teatés diretta dal nostro indimenticabile maestro Michele Perriera.
Cominciavamo insieme quella straordinaria esperienza di teatro che avrebbe segnato per sempre i nostri destini.
Tu eri cosi piccola, la più piccola, ma già si percepiva tutta la tua determinazione, la tua tenacia, il tuo rigore, il tuo grande talento.
Il teatro era dentro di te, parte di te e lo sarebbe stato per tutta la vita.
Mi ricordo che durante i laboratori facevi tantissime domande, anche un po’ strane, eri così curiosa, avevi fame e voglia di capire, di sperimentare.
Ho sempre provato una grande tenerezza nei tuoi confronti, un senso profondo di protezione, ti piaceva farti coccolare e abbracciare come una bimba.
Una bimba donna dai grandi occhi azzurri così intensi, a volte melanconici a volte sorridenti, curiosi, attenti pronti a stupirsi sempre, uno sguardo che rapiva e ipnotizzava.
Si dice spesso che gli occhi sono lo specchio dell’anima: ecco la tua anima era lì davanti ai nostri occhi, che guardavano i tuoi, che ammiravano te sulla scena.
Michail Cechov parlava di irradiazione dell’anima, la capacità di irradiare le emozioni, i sentimenti, gli impulsi volitivi, la capacità di trasmettere al pubblico le sfumature della propria recitazione.
Ecco, tu eri tutta la magia del teatro, quel gioco straordinario che per te era “la mia bambola preferita”.
Manchi.
Consuelo Lupo





















