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Premio Serena Barone | premioserenabarone@gmail.com

Il Premio Serena Barone sostiene i giovani artisti under 35

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Il teatro è la mia bambola preferita
Testimonianze, Serena Stasera,

Il teatro è la mia bambola preferita

Guido Valdini

07/07/2026 08:37

Bambola come gioco, gioco come teatro. Questo binomio sintetizza la sensibilità visionaria di Serena, la sua delicatezza, la sua dimensione immaginativa

Abbracciare il futuro
Testimonianze, Serena Stasera,

Abbracciare il futuro

Gigi Borruso

07/07/2026 08:36

Perché questo premio? Per fare delle nostre mancanze un gesto che abbracci il futuro.Per prenderci cura di ciò che non conosciamo, come ha fatto Serena

Tentativo (riuscito) di raccontare un’attrice così… una donna così…
Testimonianze,

Tentativo (riuscito) di raccontare un’attrice così… una donna così…

Rosario Palazzolo

19/08/2026 11:16

Alcune anime hanno questo difetto, che poi è un pregio, se non fosse un difetto, ovvero che sono una rogna per chiunque tenti di acchiapparle con le p

Resta nel giardino incantato dove non si muore mai
Testimonianze,

Resta nel giardino incantato dove non si muore mai

Melino Imparato

19/08/2026 11:10

Per Serena il teatro è stato la sua “bambola più bella” e Serena con quella sua bambola giocava e si divertiva perché sapeva “semplicemente” giocare e

La più originale ed apprezzata
Testimonianze,

La più originale ed apprezzata

Giuseppe La Licata

19/08/2026 11:08

Generosità, ascolto, dedizione capacità critica, tenacia, rigore, intensità interpretativa hanno fatto di Serena l’attrice più originale ed apprezzata

Faceva della fragilità la sua forza
Testimonianze,

Faceva della fragilità la sua forza

Stefania Zappalà

03/08/2026 09:01

Serena è una di quelle persone che sembrano essere nella tua vita da sempre. Anche oggi è presenza. E non solo perché sono circondata dai suoi teneri

Quella Pendola fu una scoperta meravigliosa
Testimonianze,

Quella Pendola fu una scoperta meravigliosa

Stefano Randisi

03/08/2026 09:00

Voglio parlare solo di un ruolo tra i tanti che Serena ha reso indimenticabili perché mi aiutato molto nel mio percorso.  Ho conosciuto Serena in un p

Un’energia di intensità assoluta
Testimonianze,

Un’energia di intensità assoluta

Enzo Vetrano

03/08/2026 08:58

Dolcissima Serena, saresti piaciuta tanto al grande maestro Theodoros Terzopoulos. In questi mesi, lavorando con lui alle Baccanti, ero Cadmo, e Theo

Una mancanza che ci parla di noi
Testimonianze,

Una mancanza che ci parla di noi

Lina Prosa

03/08/2026 08:56

Da quando, complice la mia età, vedo andare via molte persone che sono state per me il volto di Palermo, in maggioranza donne a me care, mi chiedo com

La sua generosità alla prima lezione
Testimonianze,

La sua generosità alla prima lezione

Roberto Burgio

29/07/2026 15:29

Esiste un dio degli smarriti. È un dio benevolo, si prodiga a favorire incontri ed eventi che aiutano a trovare una strada chi la strada ha perduto. N

Faceva risplendere chiunque le stesse accanto
Testimonianze,

Faceva risplendere chiunque le stesse accanto

Giuseppe Cutino

27/07/2026 16:11

Serena. Per me, prima di tutto, la Maestra. Ci insegnava fonetica in quella che era la Scuola di Teatro Teatés diretta da Michele Perriera. Guardavo g

Soffiava parole di fuoco
Testimonianze,

Soffiava parole di fuoco

Viviana Lombardo

26/07/2026 17:52

La prima volta che ho incontrato Serena avevo diciannove anni. È stato in occasionedel primo spettacolo in assoluto a cui io abbia partecipato dopo il

La sua presenza poetica
Testimonianze,

La sua presenza poetica

Umberto Cantone

26/07/2026 17:46

Se è vero che l’esercizio della memoria è la “cera sensibile” in grado di dare sensovitale ai nostri giorni, parlare di chi è venuto a mancare, di chi

Sorelle dell’anima
Testimonianze,

Sorelle dell’anima

Simona Malato

26/07/2026 17:39

…’a suoru, che significa sorella mia. Così cominciasti a chiamarmi e ancora ci conoscevamo poco. Siamo state spessosorelle sulla scena, Santa e Rosali

Con Scaldati a casa di Kantor
Testimonianze,

Con Scaldati a casa di Kantor

Matteo Bavera

26/07/2026 17:32

Un attore (un’attrice vorrebbe oggi il politically correct) non si commemora, siricorda. Questa memoria speciale, che appartiene solo all’arte, a volt

Il privilegio di riconoscersi
Testimonianze,

Il privilegio di riconoscersi

Oriana Martucci

26/07/2026 17:25

Il nodo di ricordi ed emozioni infinite non vuole in alcun modo sciogliersi in unaforma, ho dovuto forzarmi nello stare ferma e scrivere mentre i pied

Un orecchio assoluto
Testimonianze,

Un orecchio assoluto

Adriano Giammanco

26/07/2026 17:17

L’ho conosciuta appena diciottenne. Io facevo parte di quel piccolo gruppo di nuoviarrivati alla scuola di teatro Teatès qualche mese dopo la sua inau

Senza i vizi del palcoscenico
Testimonianze,

Senza i vizi del palcoscenico

Pamela Villoresi

26/07/2026 16:59

Nel nostro ambiente, si sa, l’egocentrismo è congenito, perfino un po’ funzionaleal nostro mestiere. Ed è una caratteristica che difficilmente riuscia

Teatro come respiro
Testimonianze,

Teatro come respiro

Enrico Stassi

26/07/2026 16:53

La nostra frequentazione è stata parca di parole. Perché non ce n’era bisogno. Sarà che siano nati sotto lo stesso segno, sarà per chissà quale altro

Ora giocheremo per te
Testimonianze,

Ora giocheremo per te

Peppe Macauda, Oriana Martucci

26/07/2026 16:51

La nostra cena da Bisso…Come si fa a scegliere soli quando si può scegliere insieme? Giravamo il foglio, indicavamo col dito, ridevamo prima ancora di

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Faceva risplendere chiunque le stesse accanto

27/07/2026 16:11

Giuseppe Cutino

Testimonianze,

Faceva risplendere chiunque le stesse accanto

Serena. Per me, prima di tutto, la Maestra. Ci insegnava fonetica in quella che era la Scuola di Teatro Teatés diretta da Michele Perriera. Guardavo g

Serena. Per me, prima di tutto, la Maestra. Ci insegnava fonetica in quella che era la Scuola di Teatro Teatés diretta da Michele Perriera. Guardavo gli insegnanti della scuola come ad un Olimpo artistico e umano irraggiungibile. Per me era un universo da spiare da lontano, a cui mi avvicinavo trattenendo il respiro, con la paura e la vertigine di non esserne all’altezza... ma con un richiamo al quale non potevo resistere. E Serena, in quel mondo, era una presenza pura, uno spirito libero che posava su di noi uno sguardo colmo di curiosità e di un dolcissimo, divertito stupore. Non avrei mai osato immaginare che un giorno l’avrei diretta.

Crescendo artisticamente come aiuto regista di Michele, conquistai a poco a poco la fiducia di quelli che erano stati i miei maestri. E nel 2006, insieme a Sabrina Petyx, scegliemmo proprio Serena per completare il cammino dello spettacolo Volevo dirti, accanto a un’altra figura storica di Teatés, Ester Cucinotti.

È stato quel lavoro a regalarmi il dono più grande: conoscere la vera Serena, diventare il custode della sua fragilità. Coesistevano in lei la forza ruggente di un leone e la delicata trasparenza del vetro di Murano. Il teatro era la sua casa, la sua armatura, ma la sua anima restava una creatura delicata, assetata di cura e d’amore. Il suo sguardo si posava sempre sul mondo con inesauribile curiosità e sugli altri con quel solito, dolce stupore.

Mi manca la sua risata. Non si può dimenticare. Come non si possono dimenticare la sua ironia, la sua profondità e quell’atto di fede assoluto con cui si abbandonava alla scena. 

Si fidava di me. E ogni volta che si riproponeva Volevo dirti, tra le quattro attrici accadeva qualcosa di inspiegabile: un’alchimia quasi sacra che raramente ho riscontrato in altri miei spettacoli. Con Sabrina ci dicevamo spesso che avremmo dovuto coinvolgerla in un nuovo progetto. Ma abbiamo rimandato... e il tempo è volato.

Serena era una donna bambina. Guardava la vita meravigliata, come se non riuscisse davvero a comprendere perché tutti noi la considerassimo così speciale. Ma speciale lo era davvero. In scena brillava di una bellezza disarmante e faceva risplendere chiunque le stesse accanto, nel suono di una frase così come nel più profondo dei silenzi. Non si tirava mai indietro: per lei la vita e la scena andavano morse, abitate, vissute fino all'ultimo respiro. Lavorava con i grandi maestri così come con i debuttanti, mossa sempre dal desiderio di sperimentare e dallo stupore sincero per ciò che riusciva a trasmettere.

In scena era un rifugio sicuro, una certezza incrollabile. Anche quando la memoria le sfuggiva e dimenticava le battute... perché Serena non recitava: Serena era la scena. E tutti noi andavamo a teatro solo per lei, trepidanti di scoprire in che modo sarebbe riuscita a incantarci ancora una volta. Lei, che persino di fronte agli applausi finali, mentre il teatro tremava ancora per lei, ci guardava dal proscenio con quegli occhi grandi, smarriti e bellissimi. Come se non sapesse, come se non potesse credere, di essere stata capace di toccarci l’anima ancora una volta.

 

Giuseppe Cutino